Perché CAP / Comunicare al presente

Esiste un sistema professionale della comunicazione, che vive e lavora al sud (grafici, designer, art director, pubblicitari, illustratori, copywriter, consulenti della comunicazione e mkgt, etc.), che insieme a imprenditori e (seppure in misura ancora molto minore) a amministratori pubblici, responsabili di istituzioni culturali, e di associazioni e onlus, credono nel valore del progetto e della buona comunicazione, che CAP vuole mettere in scena.

Cap è un (piccolo) sistema di eventi promosso e realizzato innanzitutto da professionisti intenzionati a tirare fuori e raccontare i temi delle professioni della grafica e del design della comunicazione. A partire dai progetti realizzati, da analizzare criticamente (e anche collettivamente).

CAP vuole però anche far incontrare – e incrociare – discipline, attori, saperi, competenze e pratiche, che agiscono nel sistema economico, culturale, formativo.

A partire da SUD, qui e ora.

Ma CAP avverte anche la necessità di superare il confronto esclusivo tra addetti ai lavori, convinti che è sempre più difficile – e forse anche superfluo – definire esattamente qual è il confine del proprio lavoro, cioè dove finisce il proprio e dove inizia quello di un altro specifico professionale o disciplinare. Per questo CAP chiede anche a non-designer di intervenire. L’obiettivo è avviare un dialogo intorno a quei temi apparentemente meno connessi direttamente al nostro lavoro, ma che disegnano continuamente il mondo in cui noi tutti viviamo e agiamo.

CAP riconosce in chi fa ricerca e formazione nell’università un punto di riferimento essenziale. Ma la strada che porta alle università può essere anche lunga o tortuosa, per questo CAP chiede di incontrarsi a metà strada, in un qualche punto tra progetto e elaborazione teorica e scambiarsi un po’ di esperienze e riflessioni, incontro che sicuramente può giovare a tutti.

E CAP si rivolge infine ai designer – a noi stessi, insomma – per invitare a superare recinti, pigrizie, lentezze, diffidenze, per aprirsi al confronto e al dialogo con campi culturali, metodologie, saperi e pratiche che possono aiutare a maturare e elevare il livello di consapevolezza del ruolo del proprio lavoro. Aumentare la qualità del pensiero che anima i progetti.

Crediamo infine (siamo tutti d’accordo, vero?), che al sud abbiamo bisogno di più lavoro comune e pensiero collettivo.

E CAP, proprio in questa direzione, vuole fare la sua parte.